Piccole Ancelle di Cristo Re

Cause di Beatificazione e Canonizzazione dei Fondatori

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Il Servo di Dio

Padre Sosio Del Prete
Padre
Sosio Del Prete

* Frattamaggiore 1885
† Napoli 1952
  1. La vita
  2. I luoghi
  3. Gli scritti
  4. La musica
  5. Testimonianze
  6. Immagini
  7. Causa di Beatificazione
  8. Eventi

Padre Sosio Del Prete

Gli scritti
La Serva di Dio

Suor Antonietta Giugliano
Suor
Antonietta Giugliano

* New York 1909
† Portici 1960
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Gli scritti di Padre Sosio Del Prete

La copertina del libro 'Diario-Cronaca dell'Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re (1932-1952), Volume I'Diario-Cronaca dell'Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re (1932-1952), introduzione e note a cura di Giacomo Garzya, volume I, Portici, 1983.



La copertina del libro 'Diario-Cronaca dell'Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re (1932-1952), Volume II'Diario-Cronaca dell'Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re (1932-1952), introduzione e note a cura di Giacomo Garzya, volume II, Portici, 1983.



La copertina del libro 'Diario-Cronaca dell'Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re (1932-1952), Volume III'Diario-Cronaca dell'Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re (1932-1952), introduzione e note a cura di Giacomo Garzya, volume III, Portici, 1983.

Brani scelti
I   II   III




La copertina del libro 'Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore'Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore, prefazione di B. Forte, introduzione di Suor Antonietta Tuccillo, superiora generale, Roma, 2001.


È possibile leggere alcuni dei brani scelti e raggiungibili tramite i link sottostanti, oppure scaricare l'intero libro, cliccando sul seguente link.




Brani scelti
I   II   III   IV   V   VI   VII   VIIII   IX   X   XI   XII   XIII   XIV   XV   XVI   XVII   XVIII   XIX   XX   XXI   XXII   XXIII   XXIV   XXV   XXVI   XXVII   XXVIII   XXIX   XXX   XXXI   XXXII   XXXIII   XXXIV   XXXV   XXXIV   XXXVII   XXXVIII   XXXIX   XL   XLI   XLII   XLIII   XLIV   XLV

Scritto dedicato a MariaA Maria: raccolta di pensieri del Fondatore sulla Madonna





Gli scritti su Padre Sosio Del Prete

La copertina dello scritto di F. D'AmbrosioF. D'Ambrosio - Il padre della povera gente, Portici, [1956].


La copertina dello scritto di B. Forte - G. Luongo - A.V. NazzaroB. Forte - G. Luongo - A.V. Nazzaro - In dialogo con padre Sossio, Napoli, 2002.


La copertina dello scritto di FRAJARFRAJAR (pseudonimo di padre Giacinto Ruggiero), Orientamenti, Portici, 1960.


La copertina dello scritto di T. MuriaudoT. Muriaudo, In memoriam, Portici, [1955].








Brano I dal Diario-Cronaca dell'Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re (1932-1952)

20 ottobre 1935: La prima vestizione delle Piccole Ancelle di Cristo Re ad Afragola

«20 ottobre 1935. In questo giorno si ha la prima vestizione delle componenti della nascente famiglia religiosa. La vestizione si compie con grande solennità nella prima camerata, addobbata per l'occasione in una serra di fiori e di luci. In fondo, sopra una pedana, venne costruito l'altare per la / celebrazione della santa messa e per la funzione della vestizione. Alle otto e mezza precise venne Sua Eminenza, accompagnato dal suo Maggiordomo Monsignor Luigi Rubino e da altri Cerimonieri. All'arrivo del Cardinale tutte le autorità, con a capo il Podestà Luigi Ciaramella, e il Padre fondatore si recano giù nell'androne per riceverlo mentre fuochi d'artificio annunziano l'arrivo dell'Eminentissimo Presule. Molti sacerdoti ed autorità civili ed ecclesiastiche assistevano alla cerimonia. La messa fu celebrata da Monsignor Rubino e la santa comunione fu distribuita alle candidate da Sua Eminenza. Tutte le candidate erano vestite di bianco che destavano una impressione di profonda commozione. Dopo la santa messa Sua Eminenza procedette alla vestizione. Prima tenne un discorso in cui disse della necessità di una tale Opera in Afragola, delle lotte sostenute, e come egli ben volentieri dava l'abito alle dirigenti di questa Opera perché aveva notato in loro il vero spirito di sacrifizio e una vera vocazione religiosa. Dopo procedette alla vestizione delle dieci candidate [...].
Da questa vestizione incomincia una più stretta osservanza dei doveri religiosi, dei statuti e delle costituzioni, istruzione, ora di adorazione ogni giovedì e ritiro mensile. Le suore da questo momento tutto faranno da loro: lavanderia, cucina, pulizia dei vecchi».


Brano II dal Diario-Cronaca dell'Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re (1932-1952)

1-3 ottobre 1943. Nel vortice della seconda guerra mondiale

«1º e 2 ottobre 1943. I tedeschi compiono atti terroristici dappertutto. Devastano campi, saccheggiano case, si impossessano di cavalli, di asini, deportano uomini e uccidono persone. Venerdì primo ottobre per aver trovato ucciso un tedesco prendono tredici uomini che trovano in mezzo alla strada e li fucilano sui gradini della Chiesa dell' Annunziata di Giugliano e li fanno stare tutta la giornata lì senza darci sepoltura. Sabato due ottobre uccidono anche tre preti e un seminarista. Ad Afragola poi vi è stato un vero eccidio. I tedeschi venerdì primo ottobre vengono sui carri armati da Napoli e incominciano dal Rettifilo, lanciano oombe a mano e mitragliano la pacifica gente nelle proprie case. Sabato poi vengono gli inglesi e i tedeschi oppongono una dura resistenza tra Afragola Casoria con bombardamenti e cannonate. è da notarsi che i molti feriti fatti dai tedeschi e anche dalle schegge dei proiettili inglesi, vengono portati nell'Ospizio. è uno spettacolo raccapricciante, sotto l'androne vi è una lava di sangue nel vero senso della parola. Morti irriconoscibili, feriti chi con una gamba spaccata, chi con un occhio fuori l'orbita, chi con la pancia forata, chi col cranio spaccato. Ora avviene che mentre i medici Professori Fantoni, Balsamo, Cucco, Ciaramella medicano i numerosi feriti che sono financo sulle tavole del refettorio, ecco che corre D. Rocco Ciaramella per dire: «fuggite, che gli inglesi stanno bombardando» e poiché l'Ospizio si trova in mezzo molto facilmente potrebbe essere colpito. Allora tutti i medici fuggono e restano soltanto la Madre Giugliano Antonietta e suor Maria Loreto, che non curando il pericolo continuano a medicare i feriti.
Frattanto giungono nuovi feriti fatti dalle schegge inglesi e la povera Madre trovandosi sola non avendo tempo di medicarli dicendo di portarli al Pronto soccorso ma una donna inviperita minaccia di uccidere la povera Madre, la quale resta fredda e impassibile dinanzi a quella donna inferocita, compiendo serenamente il suo dovere.

3 ottobre 1943. A Giugliano domenica, dopo che in convento abbiamo mangiato un boccone, si sentono le prime cannonate degli inglesi. Tutti fuggono ma il bombardamento continua senza posa e minaccia di colpire il convento. Infatti gli inglesi hanno colpito male ed hanno preso S. Antonio nostro, dove sono i tedeschi per il nostro convento. Intanto molti proiettili colpiscono il convento e questo bombardamento dura da mezzogiorno del giorno tre alla mattina del giorno quattro, quando arrivano gli inglesi e salvano la povera popolazione dal terrore dei tedeschi».


Brano III dal Diario-Cronaca dell'Istituto delle Piccole Ancelle di Cristo Re (1932-1952)

L'ultima festa di Cristo Re con il Fondatore

«28 ottobre 1951 ultima domenica di ottobre, festa di Cristo Re. La festa di Cristo Re è stata celebrata in tutto l'Istituto con grande solennità e gioia da parte delle suore perché loro Titolare. In tutte le Case della Congregazione è stata cantata la messa solenne con discorso di occasione e la funzione secondo il Ritualetto dell'Istituto della Consacrazione a Cristo Re. Ad Afragola perché Casa Madre la festa è stata celebrata più solennemente con sparo di mortaretti e messa solenne cantata dal Superiore del convento di S. Antonio, il quale ha tenuto anche il discorso di occasione. In questo giorno tutte le suore hanno emesso anche la professione ad annuum giusta la circolare del Visitatore Apostolico Padre Curzola. Il Padre ha fatto conoscere tutte le suore di emettere la professione con più devozione e forza di volontà di osservare i voti, dopo che la Congregazione ha acquistato più forza giuridica innanzi alla Chiesa per l'ottenuto Decreto di riconoscimento. Alla Casa di Napoli la funzione è stata celebrata dal Padre Guglielmo De Stavola, il quale ha fatto il piccolo corso di esercizi e poi in questo giorno della festa di Cristo Re ha fatto la funzione con messa cantata solenne con fervorino e professione delle suore / di Napoli. A Napoli è stata una funzione commovente, specialmente all'atto della professione che tutte le vecchiette che assistevano piangevano per la commozione. Il Padre, poi, ha voluto che in tutte le Case dell'Istituto, tanto ai vecchi e tanto ai bambini fosse stato somministrato un pranzo abbondante con carne, dolce, frutta e vino. Tutte le vecchie e tutti i ricoverati sono stati contentissimi».


Brano I dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Adorazione

«5. Oh, cuori deboli, smarriti e forse ancora lontani dalle vie del Signore, venite! Venite ai piedi di questi altari, qui troverete la sola strada che conduce a Lui. Cuori traviati che forse aberrate dalla virtù senza averne perduto l'amore, venite! Ai piedi di questi altari troverete tregua ai rimorsi della vostra coscienza e vi rinnoverete nell'innocenza. Venite, o anime giuste, che quali timide colombe vi guardate dalle insidie e dalle lusinghe del mondo: eccovi aperto il nido solitario in cui troverete la pace e la sicurezza!»


Brano II dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Amore

«69. L'amore è forza irresistibile ed è leva onnipotente, l'amore è ala poderosa per sorvolare su tutte le abiezioni e le miserie della valle del pianto, l'amore è luce che illumina, balsamo che lenisce, conforto che solleva; l'amore è sorriso fra le lacrime, è segreto meraviglioso e sicuro per risolvere i più oscuri problemi della vita, l'amore è l'angelo sfolgorante che discende dai cieli sereni per prodigare agli uomini le divine consolazioni dell'anima».


Brano III dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Apostolato

«97.Ogni cristiano deve trasformarsi in apostolo di bene nella famiglia, in mezzo alla società, nella scuola [...]. Bisogna scuotere energicamente ogni inerzia e muovere compatti e coraggiosi alle nuove conquiste cristiane con la scienza, con l'arte, con la parola, con l'esempio, con ogni sorta di propaganda».


Brano IV dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Bellezza

«102.Dinanzi al silenzio della celestiale assemblea ecco la bellezza sovrana di Dio si rivela; ecco la potenza creatrice che chiamò dal nulla e venne il tutto; ecco la sapienza dispensatrice che tutto armoniosamente abbracciando ordina, tutto collega, subordina».


Brano V dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Bestemmia

«107.La bestemmia non è solamente un peccato grave, essa è anche una pazzia. Negli altri peccati si trova qualche bene almeno apparente: il ladro e l'avaro vogliono arricchirsi, il disonesto cerca un piacere brutale, vuole contentare le brame sfrenate del cuore, l'omicida vuole liberarsi di un nemico che odia, ma il bestemmiatore, quale piacere, quale soddisfazione trova ad offendere Iddio? Quale gioia, sia pur ignobile e sensuale può dare la bestemmia al cuore del bestemmiatore? No, in questo peccato non c'è nessun vantaggio, nessun piacere, nessun interesse, è propriamente il delitto per il delitto, il male per il male».


Brano VI dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Carità

«111.Regni sempre e ovunque [...] la carità sublime, la dolce carità che affratella gli animi in un solo palpito di amore, la carità che è espansiva e operativa, che non si arresta davanti all'antipatia e davanti all'ingratitudine, che è pronta e generosa al perdono, che sa tollerare, sa vincere col bene il male, quella carità che provvede alle necessità morali e a quelle dello spirito, quella carità che soffre con chi soffre e lo consola, che illumina i ciechi nello spirito, che conforta i titubanti, che rimette sulla retta via gli erranti, che si adopera con zelo apostolico alla salvezza delle anime. Di questa carità abbisogna la società attuale. Di questa carità hanno bisogno gli uomini di oggi. Questa, il mondo aspetta da voi figli, da voi figliole di S. Francesco»!


Brano VII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Chi è Dio?

«122.Perchè non lo vediamo; noi siamo portati ad amare le cose che vediamo con gli occhi, che impressionano i nostri sensi. Dio non lo vediamo, non lo sentiamo, perciò non lo sappiamo amare. Dio non si vede e non si sente, ma non è forse vero che se noi vogliamo avvertirlo ci risuona continuamente all'orecchio una voce che ci parla di Dio? Ci parlano di Dio le onde sconfinate dell'oceano e le stelle scintillanti del firmamento, ci parlano di Dio le vette dei monti e le profondità delle valli, ci parlano di Dio l'amenità dei colli, la pianta che fiorisce, il grano che matura, l'uccello che canta, ci parlano di Dio il sole che sorge e tramonta, il giorno e la notte, il cupo rumore del tuono, il biancheggiare dei lampi, lo scrosciar delle folgori, il sibilo dei venti, le furie dell'uragano, il fragor della tempesta, ci parlano di Dio le opere dell'uomo, i templi, gli altari, i luoghi silenziosi della morte, tutti i monumenti della religione, le scienze, le arti; mi parla di Dio il mio organismo, la struttura meravigliosa del mio corpo; mi parla di Dio la mia anima, la coscienza con i suoi acuti rimorsi, il cuore con le sue ardenti aspirazioni, la memoria con i suoi ricordi. Sì, o mio Dio, tutto mi parla di te, tutto ciò che sta dentro di me e tutto ciò che sta intorno a me! Sento la voce misteriosa dell'oscurità della notte e nel chiaror del meriggio, nel candor dell'innocenza e sotto il peso della colpa, tu parli sempre alla mia intelligenza e più ancora al mio cuore e dovunque volgo lo sguardo io ti vedo, ti sento».


Brano VIII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Comunione

«126.Cristo ci dona il suo santissimo corpo sotto la forma di pane per unirsi intimamente a noi come il cibo che si immedesima con chi lo mangia. Ci dà il suo corpo, coperto e velato sotto le specie sacramentali, perchè gli splendori della sua maestà non ci spaventino e ci allontanino da Lui [...]. Ce lo dà sotto le apparenze di pane, cibo ordinario e comune, per ispirarci tutta la confidenza e renderci facile la Santa Comunione».


Brano IX dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Confessione

«173.I poeti antichi cantavano di una fontana misteriosa che gli dei avevano largito agli uomini: la fontana di giovinezza. I vecchi quando vi entravano vi lasciavano le rughe e le malattie e riuscivano brillanti di giovinezza, cinti del diadema del loro ventesimo anno. Oh, con quanto ardore i pallidi e tremanti vecchi si volgevano indietro, dal freddo orlo della tomba sospirando a questa fontana misteriosa! Ma invano! Questa fontana zampillava solo nella mente dei poeti e distendeva le sue acque solo nei loro carmi.
Quello che gli dei falsi non avevano saputo dare ai loro amici, il nostro Dio vero, l'ha preparato per i suoi nemici. Sì, l'uomo che col peccato, diventando nemico di Dio, diventa vecchio, rugoso, brutto e malato, ha nella confessione la fontana di giovinezza che, facendolo amico di Dio, lo rifà giovane e bello».


Brano X dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Congregazione religiosa

«205.Non è sufficiente che una religiosa apprezzi ed ami la vita religiosa in generale, deve soprattutto amare la propria Congregazione e il proprio Istituto, che è, secondo il bel paragone di S. Francesco di Sales, la barca sulla quale dobbiamo compiere la traversata dal tempo all'eternità».


Brano XI dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Consigli evangelici

«213.L'obbedienza [...] ci fa vivere una vita beata, calma e serena, perchè vita vissuta nella piena conformità ai voleri di Dio. Sforziamoci adunque di essere obbedienti, lottando i nostri capricci, la nostra volontà e mettendoci [...] nelle mani dei superiori che in questa terra rappresentano Dio».
«214.[...] animatevi nello spirito della santa povertà che, distaccandovi dei beni fuggenti di questo mondo, vi fa vivere una vita tutta angelica. Non vogliate mai desiderare né danari, né alcun altra cosa che vi attira verso la terra e vi impiglia negli effimeri lacci di questo mondo e vi impedisce di sollevare lo sguardo verso il cielo».
«217.Sempre con più amore e confidenza dobbiamo offrire al Suo Cuore il sacrificio della nostra volontà, col voto di obbedienza; il sacrificio del nostro cuore, rinunziando a tutti i beni della terra e a noi stessi, col voto di povertà; l'olocausto del nostro corpo rinunziando alle passioni e elevandoci nelle sublimi sfere della vita verginale, col voto di castità. Nell'esame guarderemo Gesù Crocifisso come un libro d'amore, fisseremo le sue piaghe, specialmente quella del suo Cuore, da qui partì la voce che ci chiamò a consacrarci a Lui e lo pregheremo che ci faccia risentire tale voce, e ci dia luce e amore per corrispondere generosamente alla grazia sublime della vocazione».


Brano XII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Creazione

«222.L'opera della creazione è puro effetto dell'amore di Dio, le creature sentono questo beneficio e in ricambio sollevano a Lui un cantico di lode e di amore. Lo lodano, lo amano gli Angeli che in cielo circondano il suo trono eterno; lo loda, lo ringrazia il firmamento con i suoi perpetui, armoniosi rivolgimenti; lo loda, lo ringrazia la terra con i suoi fiori, con le sue piante, con i suoi animali, col succedersi delle stagioni e l'inno del suo amore è portato in alto con gli uccelli che si sollevano a cantare su per gli strati dell'aria. Sì, dal più sublime dei Serafini, alla più immensa delle stelle, all'aquila che volteggia sulle vette delle Alpi, alla formica che calpestiamo col piede, al granellino di sabbia che l'occhio appena discerne, tutto il creato è come un magnifico tempio che risuona di un cantico perenne di lode, di amore a Dio».


Brano XIII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Cristo Re

«226.Voi ancelle e spose di Gesù Cristo Re, animatevi a celebrare questa festa voluta dalla Chiesa con intimi sensi di fede e di amore. Elevate i vostri cuori insieme alle fragranze dei fiori e al profumo degli incensi e cantate con slanci di anime amanti un inno trionfale al Sommo Re, vivente in questo Santo Tabernacolo».


Brano XIV dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Croce

«234.Forse in questa sera di profonda mestizia o Gesù, vi saranno di quelli che vi odiano e maledicono, che vi ripetono le parole dei giudei crocifissori: descende de cruce. O Gesù non ascoltate la sfida di costoro, illuminateli piuttosto e convertiteli. Restate o Gesù sulla croce finché dura il nostro esilio per addolcire i nostri dolori; restate sulla croce finché il peccato regna quaggiù al fine di preservarci dalla corruzione. Restate sulla croce finché i cuori languiscono per attirarli a voi, restate sulla croce non per punirci ma per benedirci, come in questo istante voi ci benedite».


Brano XV dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Cuore di Gesù

«256.Il cuore [...] è simbolo dell'amore, è organo dell'amore, è sede dell'amore e perciò Gesù lo ha svelato agli uomini ed ha messo in mostra i tesori ineffabili che vi si racchiudono».


Brano XVI dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Dileguarsi della vita

«265.In mezzo all'avvicendarsi delle cose umane, una sola nota è costante nell'armonia della natura: la caducità.
Il sole spunta al mattino, s'innalza radioso, poi tramonta, ci mette nell'anima la nostalgia e ci fa pensare al nostro tramonto. Il fiume che scorre e si perde nel mare, ci dice che tutto passa, che il tempo fugge e più non ritorna. Il fiore che ritto e profumato la mattina, avvizzisce la sera, ci dice che ogni bellezza, ogni illusione passa e muore. Di tutti si dubita, ma non si può dubitare della morte, e se anche non ce lo affermasse la ragione, c'è la dura esperienza che lo prova».


Brano XVII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Dolore

«301.La legge [...] del dolore s'impone all'esistenza umana, ed esso non apparisce unicamente come l'effetto di una primitiva condanna, come una conseguenza funesta della colpa, come il veleno più amaro e micidiale della vita come il fatalismo cieco furibondo che opprime, ma ancora come strumento di rigenerazione morale, che dà all'anima l'ultimo tocco di grandezza e la corona della perfezione. Esso diviene la medicina del male, un mezzo per esprimere in se medesimo la grande immagine del Martire del Golgota, una preparazione al cielo, un prezzo di gloria eterna».


Brano XVIII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Esercizi spirituali

«326.Gesù ha suggellato i vostri propositi con la sua presenza in voi nella Santa Comunione, ma ora bisogna prepararsi alla lotta che muoveranno i nemici contro di voi. I veri esercizi cominciano ora nella pratica della vita quotidiana [...].
Si usa negli esercizi lasciare dei ricordi, ma io preferisco chiamarli suggelli. La parola del suggello è questa:
  • tenersi continuamente al contatto col Divino, evitando non solo il peccato, ma anche le imperfezioni volontarie e l'inosservanza alla regola, tenendo molto conto di un orario stabilito;
  • agire sotto le mozioni divine, muoversi cioè sotto l'impulso della grazia, in modo che ogni azione superi in perfezione l'azione precedente;
  • compiere ogni azione con fervore, con slancio, con amore, superando generosamente gli ostacoli, conservando il fervore del ritiro in tutta la vita che seguirà;
  • immergersi nel Divino con una comunione ben fatta, non è possibile non santificarsi quando si è immersi nel Divino.
La comunione non è solo la sacramentale che si fa al mattino; si è in continua comunione quando si accetta la sua volontà in ogni momento della vita, ed ogni azione ben fatta può dirsi una comunione quando si compie con raccoglimento, con perfezione, accettando le umiliazioni e le sofferenze che Dio permette.
Bisogna tener sempre innanzi agli occhi il proprio nulla, perché l'esperienza c'insegna che quante volte abbiamo fatto dei propositi, tante ad essi son seguiti degli spropositi.
Nell'attuazione e non nel ricordo sta il vero frutto degli esercizi spirituali».


Brano XIX dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Famiglia

«331.O Famiglia Santa! Tu sei il modello divino della famiglia cristiana, perché sulla stessa base deve essere fondata, lo stesso vincolo deve unire lo sposo e la sposa, i figli ai genitori e la stessa fede; lo stesso spirito di Gesù deve aleggiare, diffondervi e stabilirvi l'ordine e la pace. Sentite infatti il legislatore della famiglia cristiana, san Paolo: "Il fondamento della famiglia, egli insegna, è il matrimonio, un sacramento veramente grande, perché immagine dell'unione di Gesù con la Chiesa».


Brano XX dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Felicità eterna

«336.La felicità eterna: ecco la più dolce e la più sublime esecuzione che tocca all'uomo pellegrino quaggiù in cerca di felicità; ecco l'ideale potente che ogni altro racchiude; ecco il sospiro, il gemito, la croce, la delizia, il sogno, la speranza di tutte le anime profondamente cristiane. Verso questa felicità eterna tendono pure i nostri sforzi, i nostri sospiri, le nostre speranze».


Brano XXI dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Fraternità

«348.Cristo Gesù [...] per primo apportò sulla terra questa regina di tutte le virtù: la carità fraterna, e ce ne fece un precetto. Un giorno si presentò a Lui un giudeo e gli domandò quale fosse il primo comandamento della legge di Dio; rispose subito: Amerai il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la tua mente. Quell'uomo, soddisfatto della risposta, già stava per andarsene, quando Gesù: Fermati, soggiungeva, vi è ancora un altro comandamento simile a questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Così Gesù, unendo insieme questi due amori, volle significarci com'essi siano inseparabili uno dall'altro, e che per salvarci è assolutamente necessaria l'unione dell'amore di Dio all'amore del nostro prossimo».


Brano XXII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Giustizia divina

«355.Ricorriamo ai meriti della croce di Gesù Cristo e nella invocazione del suo nome, nella fiducia della sua misericordia [...] facciamo ricorso, come il figliuol prodigo, tra le braccia amorose del nostro Signore Gesù Cristo».


Brano XXIII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Grazia

«359.Senza la grazia di Dio, niente possiamo: siamo solo capaci di commettere peccati e peccati. L'esperienza quotidiana ci fa constatare la necessità della grazia per operare con perseveranza il lavoro della nostra santificazione».


Brano XXIV dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Immacolata

«365.[...] la Madonna vuole che la imitiamo; imitarla nelle sue virtù, nella sua modestia, nella sua umiltà, nella sua purezza, nel suo candore verginale, nella sua ubbidienza, nella sua carità verso Dio e verso il prossimo, giacché essa si presenta a noi come modello insuperabile di ogni virtù e di ogni perfezione cristiana. Così facendo, noi siamo difesi e protetti da Lei e con la sua materna protezione giungeremo certo al porto della nostra eterna salvezza».


Brano XXV dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Incarnazione

«379.[...] Dio ebbe compassione della nostra debolezza e disse: "io voglio essere amato dagli uomini, ma io sono spirito e gli uomini non mi vedono e perciò non mi possono amare come vorrei. Ebbene, mi farò vedere: assumerò carne come loro, mi farò uomo come loro, vivrò in mezzo a loro; e quando mi avranno veduto, quando avranno contemplato da vicino le prove del mio amore, io avrò guadagnato i loro cuori". Eccoci al mistero dell'Incarnazione del Verbo, della sua vita mortale sulla terra, della sua passione e della sua morte».


Brano XXVI dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Inferno

«384.[...]oh, inferno! Principio senza fine, pelago senza fondo, tempo senza limite, compendio di tutte le pene [...]. Spaventoso, tremendo pensiero che spingevi i martiri giulivi alla morte, che popolavi di penitenti i deserti, moltiplicavi i santi sulla terra»!


Brano XXVII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Maria Vergine Madre

«431.Sì, o Vergine benedetta, dinanzi a Te incurvano riverenti il ginocchio tutti, i grandi e i piccoli, i ricchi e i poveri, i dotti e gli indotti, ancor noi incurviamo il nostro ginocchio e dinanzi alla tua figura smagliante di luce e di bellezza ti diciamo: Salve, o Vergine sola al mondo senza esempio; Salve o Vergine grande e potente; Salve o bellissima tra le figliuole d'Israele. Il sole, gli astri sfolgoreggianti nell'ampia volta del firmamento impallidiscono davanti alla tua bellezza. Noi compresi di meraviglia per te, incoraggiati dalla tua grandezza, invochiamo il tuo soccorso. Deh, o Maria, Madre bella, Madre cara, Madre santa, aiutaci, guidaci nel disastroso cammino della nostra esistenza! O Maria, tu lenisci i nostri dolori, tergi le lacrime delle nostre sventure, muta i nostri affanni in momenti di gaudio e di letizia e fa, o bella, che guidati da te, protetti da te, santificati da te, potessimo raggiungerti là ove svanisce e muore ogni triste ricordo della terra, ove tutto è armonia, pace, amore e pago ogni desio che il cor rinserra».


Brano XXVIII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Martirio

«433.Il martirio cristiano rappresenta una delle pagine più ammirabili di eroismo ed è tutto un poema insuperato di lotte ideali e di trionfi irrorati di sangue. Ogni zolla di terra è stata bagnata dal sangue dei martiri della fede, ogni nazione ha salutato i suoi eroi che trionfano nell'atto di soccombere sotto la mannaia, sui roghi, sull'arena dell'anfiteatro e sul mistero delle onde.
Questo grande avvenimento della storia del Cristianesimo ha un inestimabile valore, è il suggello di sangue della nostra fede».


Brano XXIX dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Misericordia di Dio

«435.Sempre vi sono delle anime che cadono lungo la via della virtù, sempre vi sono delle anime che si danno in braccio al vizio e al peccato, nel laccio delle loro colpevoli e insensate passioni. Ma sempre il Figlio dell'Uomo compie il ministero di salvezza in favore dei poveri figli della colpa. Sempre il raggio della sua infinita misericordia discende sulle anime per chiamarle a Lui, per rigenerarle nella sua grazia».


Brano XXX dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Missione

«444.Mettete in pratica la parola di Gesù e non restringerete la vostra carità agli amici, alla famiglia, ai soli connazionali, ma varcherete le loro frontiere, per spingervi col cuore lontano, lontano per amare tutti con gli stessi palpiti, con uguale veemenza, con lo stesso eroismo».
«445.è la carità che anima i nostri missionari a valicare l'oceano, a sfidare le onde pericolose dei mari, ad affrontare la ferocia dei popoli barbari e portarsi nelle lontane terre delle Indie, del Giappone, della Cina, dell'Africa, per evangelizzare e portare a questi popoli la parola dolce e soave della fede, della religione, della pace e della moralità cristiana».


Brano XXXI dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Natale

«449.[...] perchè questi cenci? Perchè questa greppia, questa stalla, questi animali, perchè? Perchè ti amo, mi risponde, guardandomi il caro infante».


Brano XXXII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Pace

«454.Il dono più bello che Dio possa fare all'anima è la pace. La pace che è armonia di ordine, è l'unico bene che in questa misera valle di pianto e di dolori possiamo godere. Essa non ci fa sentire le spine dell'esistenza, ma elevandoci fino a Dio e facendoci vivere di Lui, fa che noi passassimo attraverso le sventure della vita sereni, calmi e rapiti [...] dalla visione del cielo».
«457.Pace, o Signore, alle nazioni divise! Non più odio, che strazia e degrada i figli di uno stesso Padre, ma amore, l'amore che ci hai comandato e fatto sacro. Te la chiediamo per lo strazio della Tua passione e morte, per l'ineffabile amore che ti ha fatto rimanere in codesto ineffabile Sacramento, per le lacrime di tante povere madri e di tante povere spose, per tanti bimbi innocenti, privi per sempre dei paterni sorrisi e delle paterne carezze; ridona a noi la pace. Per tutti, o Signore, per i buoni, per i cattivi, per i tiepidi, per gli indifferenti, per quelli che soffrono, che benedicono, che imprecano, sii Tu il Re della Pace, Re dell'amore».


Brano XXXIII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Paradiso

«467.Al cielo i nostri sguardi, i nostri sogni, i nostri slanci. Di là (i Santi) ci rivolgono i loro sorrisi, lassù ci invitano a salire. Sì, nel cielo soltanto possiamo conseguire pienamente e completamente [...] il Regno della vera vita assegnata e riservataci da Gesù Cristo, come luogo di godimenti eterni e completi. Basta [...] pronunciare [...] Paradiso perchè la ragione l'accetti e ne riconosca la necessità, che il cuore si commuova e sussulti di gioia ineffabile».


Brano XXXIV dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Peccato

«491.[...] come chi è infermo cerca subito il medico, per guarire dalla sua malattia, così quando l'anima nostra è ammalata ed inferma per il peccato, subito dobbiamo ricorrere al medico spirituale, al confessore, perchè risani la nostra infermità spirituale».


Brano XXXV dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Perdono

«543.Noi possiamo perdonare perché siamo dotati di libertà. Dominare l'impeto dell'ira val quanto esercitare nel più alto grado di perfezione la nostra libertà. Il perdono produce nell'anima un sentimento che conferma il suo ufficio di nobilitare l'anima. Questo sentimento si chiama soddisfazione. Ed è anche vero che ci sentiamo spinti ad ammirare chi perdona».


Brano XXXVI dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Preghiera

«571.L'uomo è stato creato per la vita presente e per la vita soprannaturale; se egli ha bisogno di aiuti, di conforti, di sostegno per condurre questa vita presente, maggiormente, ed a più ragione, egli sente questo supremo bisogno per vivere la vita soprannaturale dello Spirito. Quante lotte nella vita spirituale, quanti nemici da vincere: il mondo, il demonio, la carne, i nemici visibili, i nemici invisibili! Tutti cospirano alla rovina dell'uomo nell'ordine della grazia [...]. Quale è questo mezzo, quale è questa chiave, quale è questa forza spirituale per ottenere da Lui tutti gli aiuti e le grazie necessarie alla vita spirituale? è la preghiera cristiana».


Brano XXXVII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Rendimento di grazie

«611.[...] Leggi, o mio Signore, in questo mio sguardo, in quest'anima, il libro vivente della mia adorazione, dei miei patimenti, dei miei dolori che in umile ringraziamento si levano a te, mio Signore, mio Dio, mio Paradiso»!


Brano XXXVIII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Rispetto umano

«616.Povera quella fede che teme mostrarsi nella pratica. Essa è languida ed appena viva come lampada che al primo soffio di vento si spegne. E vicina a spegnersi è la fede di chi è vittima del rispetto umano, perché il rispetto umano la priva del suo alimento che è la Parola di Dio, l'uso dei Sacramenti».


Brano XXXIX dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Salvezza dell'anima

«620.Una sola cosa è necessaria: la salvezza dell'anima. Ora, se il fine supremo della nostra esistenza è la salute dell'anima, non sarà poi cosa di capitale importanza e di necessità assoluta attendere al conseguimento di essa?».


Brano XL dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Santità

«641.I Santi sono lo spettacolo più meraviglioso della storia. Dio li predestina nei suoi eterni consigli, fissa il tempo della loro comparsa, assegna il luogo delle loro gesta. Egli li chiama e vengono, solitari apostoli, apologisti, legislatori, martiri, taumaturghi, profeti, vergini: attraversano la terra suscitando lo stupore dei grandi avvenimenti [...]. La storia li vede e li ammira [...] ammira la loro santità, i trionfi, i prodigi; ammira le imprese gigantesche e sovrumane della loro carità, la luce della fede, la soavità dei costumi diffusa sopra le nazioni tenebrose e barbare, le novelle civiltà che sorgono sotto i loro passi; ammira i miracoli dell'alta Provvidenza, le incarnazioni sublimi della bontà e della potenza di Dio».
«644.Quando Dio manda i suoi Santi sulla terra, li suscita sempre in un secolo ed in un luogo determinato, in un ambiente propizio allo sviluppo e alla manifestazione della grazia, che in essi si rivela. Sono i bisogni particolari della Chiesa e sono le urgenti necessità delle epoche, che reclamano l'opera feconda dei Santi e perciò la Provvidenza li manda quaggiù forniti sempre di tali doti che rispondono ai bisogni della Chiesa che li aspetta, alle necessità dell'epoca che li domanda».
«648.Quando un Santo appare sulla terra, è Dio che si rivela in lui, è la grazia che si manifesta incarnata in una personalità, è il soffio dell'infinito che spira sopra un'anima grande, è mercé quell'anima su tutte le anime che sono a contatto con essa, mercé quel soffio le tenebre fuggono, l'errore è debellato, il vizio sconfitto, e allora la luce brilla, la virtù predomina e la civiltà trionfa».
«654.Abbiamo bisogno dei Santi, abbiamo bisogno che rifluisca nelle nostre vene il sangue del sacrificio, dell'abnegazione, dell'immolazione; altrimenti scenderemo per il rapido pendio della decadenza, ci avviliremo nel fango, perderemo le nostre anime e quelle dei nostri fratelli».


Brano XLI dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Servizio agli ultimi

«662.è ancora viva la commozione provata dinanzi al giaciglio di una povera vecchietta inferma. Padre, mi diceva con le lacrime agli occhi, mi hanno abbandonata come un cane, nessuno viene a darmi un poco di acqua, a muovermi questo letto, a dirmi una parola di conforto, e così dicendo non finiva di baciare un crocifisso e di bagnarlo di lacrime. Queste parole mi intenerirono fino al pianto e lì, dinanzi alla miseria, all'abbandono di quella creatura creata da Dio a sua immagine e somiglianza, io concepivo il disegno della fondazione di una pia associazione i cui membri avessero per scopo di dedicarsi al servizio della povera vecchiaia inferma e abbandonata».
«663.[...] visitando il povero, si visita Gesù Cristo. Lui stesso ci invita: [...] non temete di salire alla sua soffitta, di entrare nel suo tugurio, di sedervi sulla sua sedia zoppa, di stringergli la mano, di aprirgli il vostro cuore affinché egli vi apra il suo. Non è poi gran cosa se ci disturbiamo un poco per visitare questo rappresentante di Dio».
«664.[...] più di una volta mi sono domandato in quale luogo desidererei essere sorpreso dalla morte [...] mi son risposto che due sono i luoghi preferiti: l'altare e la casa del povero. Sì, perchè dopo il Tabernacolo la casa del povero è il luogo più vicino al cielo. Del resto, non potete mai tanto bene conoscere il povero quanto in casa sua; sotto quei cenci, in mezzo a quella miseria si nascondono tante volte le più elette virtù cristiane e domestiche. Oh, come allora il vostro cuore cristiano esulterebbe vedendo quanti amici ha ancora Gesù in mezzo al popolo, quanti eletti per il cielo!».


Brano XLII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Speranza

«678.[...] apriamo il cuore alla speranza e alla più grande fiducia, pensando che lassù abbiamo una Madre così gloriosa e potente, ma anche tanto buona e misericordiosa. Scrive S. Bernardo che il cuore delle madri terrene non è che una sbiaditissima immagine della tenerezza, della bontà del cuore materno di Maria. [...] abbiamo bisogno di una Madre celeste che viene in nostro aiuto. E questa Madre l'abbiamo, Dio ce l'ha data, è la Vergine Maria che dal cielo ci guarda, ci protegge, ci compatisce e ci salva. Amiamola, adunque, amiamola sempre, amiamola di tutto cuore e poiché la prova dell'amore è l'opera, noi dobbiamo imitarla, seguire i suoi insegnamenti, imitare la sua immacolata virtù di bene, di purezza, di santità, fuggendo il maledetto peccato e camminando sempre per la via dei nostri doveri cristiani. Solo così, amando, servendo, imitando questa Vergine SS. possiamo sperare la sua protezione in vita, fare una buona morte ed assicurarci il possesso della eterna gloria dei cieli».


Brano XLIII dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Spirito Santo

«679.Lo Spirito Santo dal giorno della Pentecoste non ha mai cessato e mai cesserà di scendere sulla Chiesa per difenderla, assisterla, per darle vita e forza nei duri combattimenti che essa ha sostenuto e deve sostenere a mezzo di tanti ingrati suoi figli, assicurandole perpetuamente il possesso della verità, della forza e della santità».


Brano XLIV dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Virtù

«689.Per non perdere la grazia dobbiamo chiudere le porte del nostro cuore con la mortificazione, con la vigilanza, con la custodia dei sensi, con la ritiratezza, con la modestia, con la lotta incessante alle nostre passioni, con la preghiera assidua e con la frequenza dei sacramenti i cui effetti sono appunto fortificati nella virtù, arricchiti dell'abbondanza delle grazie».


Brano XLV dal Il cielo in terra: fra il tabernacolo e la casa del povero. Alle sorgenti della spiritualità delle PACR. Il messaggio del Padre Fondatore

Vocazione religiosa

«696.[...] che cos'è la vita religiosa? In che cosa consiste se non nel guardare Gesù e non perderlo mai di vista, nel mettere i propri piedi ove ha posto i suoi, nello spogliarsi del fardello delle nostre colpe e delle nostre vanità e dei nostri vani attaccamenti, tutto ciò insomma che potrebbe impedirci di unirci a Lui e seguirlo coraggiosamente per le vie sanguinose del Calvario. E non vi pare questo un onore, il più grande, la prerogativa vera della vocazione religiosa? Gesù Cristo è stato povero, e la religiosa fa professione di povertà. Gesù Cristo fu casto, la religiosa si obbliga con il voto a rimanere pura e casta nel corpo e nell'anima. Gesù Cristo fu obbediente, e la religiosa vive nell'obbedienza. Gesù Cristo fu coronato di spine, flagellato e crocifisso, la religiosa trova tutto questo nell'osservanza delle sue regole».


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  ultima modifica:
14/02/2017
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